MONUMENTI

 

LA CHIESA DI S.MARIA DI PORTONOVO

 

La chiesa di Santa Maria di Portonovo è uno dei massimi esempi di "romanico” delle Marche.
L’emozione del luogo, appena alto sul bagnasciuga, vive con la struggente eleganza delle bianche forme, in una atmosfera di vibrante spiritualità.
L’immaginazione vola indietro risalendo 800 anni di aurore e di crepuscoli, in un brivido carico di suggestione, ripensando alle epoche in cui la chiesa di Santa Maria, insieme all’ adiacente edificio monastico occupato dai frati benedettini, erano le uniche testimonianze di vita a Portonovo.
La chiesa (gia citata in una traccia dell’anno 1034), e il luogo, offrivano ai fratelli in Benedetto le condizioni di osservanza della sacra Regola che imponeva loro il lavoro, la preghiera, l’umiltà e l’anonimato.



ll monastero, in condizioni di precaria stabilità, forse investito dalle rovinose frane che si staccavano dal ”Monte”, fu abbandonato intorno al 1320 e lasciato cadere pietra dopo pietra.
Oggi non ne rimane traccia. Il tempio che ha saputo resistere al tempo, recentemente restaurato con sapienza dalla Soprintendenza ai BB AA delle Marche, è stata restituita al culto ed all’antico splendore delle sue pietre.
Di struttura basilicale romanico-longobarda a cinque navate, è sormontata da una cupola di ispirazione bizantina.
La luce
che entra dalle alte bifore, taglia l’elegante pavimento in cotto e pietra gialla, che insieme a quella bianca del Conero si configura in un risultato di attraente ritmo cromatico.

 

 


LA TORRE CLEMENTINA E IL FORTINO NAPOLEONICO
Ad atmosfere di minacce belliche, ben lontane da quelle spirituali della chiesa, si rifanno gli altri edifici storici di Portonovo, la Torre Clementina ed il Fortino Napoleonico. Luogo prescelto dal poeta anconetano Adolfo de Bosis (1863-1924), la Torre fu edificata nel 1716 per ordine del Papa Clemente XI Albani su un modello costruttivo medievale forse anticipato dal genio leonardesco di cui se ne conosce un disegno originale. Dall’alto del suo terrazzo, protette dalle robuste capriate, le sentinelle scoprivano tutto il tratto di mare del golfo di Portonovo fino alle scogliere delle Due Sorelle.  

 

 

 Il Fortino Napoleonico, innalzato nel 1810 dal gen. Beauharnais secondo una precisa strategia politica e militare, erano affidate invece le funzioni di difendere il fianco meridionale della città di Ancona e di attuare il blocco militare in Adriatico dei traffici commerciali del nemico inglese. Costruito riciclando in parte le pietre dell’antico monastero benedettino di Santa Maria, si rifà all’opera del grande architetto militare Francesco di Giorgio Martini e forse, ai disegni e progetti di Leonardo. Ritornato allo Stato Pontificio dopo la caduta dell’Irnpero ed allo Stato Italiano dopo la battaglia di Castelfidardo del 1860, subì l’offesa del tempo e dei vandali, cadendo in rovina. Negli anni ’60 è stato completamente ed elegantemente restaurato nel rispetto delle linee architettoniche originali e riconsegnato al fascino del luogo.
 

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